Edifici religiosi di Lamporecchio

Pieve di S. Stefano

Costruzione in stile neorinascimentale, edificata su disegno dell'architetto Bernardini tra il 1900 e il 1921. Monumentale l'impianto, a tre navate, transetto e cupola impostata sulla crociera. Numerose le opere degne d'attenzione tra cui la più conosciuta è la pala in terracotta policroma e invetriata della "Visitazione", da assegnare alla tarda attività di Giovanni della Robbia. Della precedente chiesa si conservano la nicchia del fonte battesimale e alcuni altari in pietra serena in uno dei quali è esposto un bel Crocifisso ligneo di fattura seicentesca.

Chiesa di S. Maria Assunta o del Pruno a Orbignano

Lavori di restauro hanno riportato alla luce resti di un edificio preesistente risalente a prima l'anno Mille che ci dimostrano l'antica origine della chiesa, essa si presenta oggi con un aspetto molto semplice. All'interno l'opera più conosciuta è certamente la cosiddetta "Madonna del Pruno", scultura lignea trecentesca raffigurante la Vergine in trono col Figlio, ritenuta miracolosa. Degni di nota anche l'acquasantiera del XV secolo e un bassorilievo marmoreo del Quattrocento raffigurante la Madonna col Bambino.

Chiesa di S. Giorgio a Porciano

Costituita anticamente da una cappella risalente al XIII secolo, è oggi il risultato di numerose ristrutturazioni succedutesi nel tempo. L'interno si presenta a navata unica con copertura a capriate; nell'altare di destra troviamo una preziosa tavola di Gerino da Pistoia raffigurante la "Madonna con Bambino tra i Santi Antonio Abate e Nicola da Bari", e in quello di sinistra un quadro di autore ignoto del XVII secolo con "Cristo in croce tra i SS. Francesco, Sebastiano, Biagio e Antonio da Padova".

Abbazia di San Baronto

La chiesa, distrutta durante la seconda guerra mondiale, è stata sapientemente ricostruita utilizzando, per quanto possibile, il materiale originale e rifacendosi all'edificio precedente, dalle semplici forme romaniche. Antica e suggestiva la cripta, sorretta da una selva di colonnine dai capitelli preromanici risalenti probabilmente al IX secolo ed al cui interno si trova il sepolcro in marmo bianco e verde in cui, secondo la tradizione, sarebbero sepolti i SS. Baronto e Desiderio.