Villa medicea di Cerreto Guidi

La Villa medicea di Cerreto Guidi si erge maestosa sulla sommità del colle dove un tempo i Conti Guidi costruirono il loro castello e intorno al quale si sviluppa l’abitato di Cerreto.

Fu costruita per volontà del duca Cosimo I de’ Medici tra il 1564 e il 1567, come luogo strategico per lo svolgimento delle funzioni di controllo politico e amministrativo del territorio, e per disporre di una dimora adeguata per le battute di caccia che la corte medicea amava organizzare nei ricchi boschi circostanti. 

Gran parte del materiale da costruzione utilizzato nel fabbrica granducale fu recuperato dai resti della Rocca guidesca e delle torri e mura della trecentesca cinta difensiva, utilizzando una manodopera reclutata attraverso il sistema delle comandate, cioè prestazioni d’opera obbligatorie e semigratuite.

La progettazione dell’edificio si deve ad un architetto e ingegnere al servizio di casa Medici, Davitte Fortini, che interpretò la volontà del granduca di creare un linguaggio semplice ed austero al fine di rendere evidente l’architettura di Stato e la presenza del sovrano.

La planimetria dell’edificio è organizzata attorno ad un salone centrale cui si accede direttamente dal portone principale ed in cui si aprono le porte degli appartamenti disposti simmetricamente; nel fondo del salone d’ingresso sono collocate le scale per il piano superiore. Qui, la distribuzione degli ambienti si conforma a quella del piano sottostante.

All’esterno, la facciata si caratterizza per la sobrietà degli elementi decorativi: bugnato intorno al portone, sopra il quale è visibile lo stemma mediceo in pietra, cornici e mensoline, anch’esse in pietra.

Altrettanto sobria è la facciata posteriore sulla quale si aprono due portici con archi a tutto sesto su pilastri con basi e capitelli lisci, oltre ad un’ampia parastra che prosegue fino al cornicione.

Il complesso della Villa medicea comprende anche le maestose “rampe” , chiamate anche “ponti medicei” o “scalee medicee”, ovvero lo scenografico basamento tradizionalmente attribuito a Bernardo Buontalenti.

Le scalinate furono costruite dopo la Villa per consentire l’accesso al piazzale antistante l’edificio e costituirono un valido strumento di contenimento della ripa, che era continuamente soggetta a frane e  smottamenti.

I ponti sono quattro imponenti rampe di scale perfettamente simmetriche in mattoni a faccia vista e pietra della Gonfolina, che si contrappongono efficacemente all’intonaco chiaro della facciata della Villa.

Le aperture che si trovano sulle rampe costituivano, un tempo, l’accesso alle scuderie.

Oggi la Villa medicea di Cerreto Guidi ospita un’importante quadreria proveniente dalle raccolte medicee, per lo più rappresentativa dell’iconografia granducale, ma soprattutto offre un’ampia e selezionata esposizione di opere delle più diverse tipologie artistiche ed epoche, dall’antichità al Novecento, provenienti dalle raccolte dell’antiquario Stefano Bardini.

Dal 2002 la Villa ospita anche il Museo Storico della Caccia e del Territorio che espone vari esemplari di armi soprattutto da caccia e da tiro, nell’arco temporale che va dal medioevo all’età moderna.